Fantasie che coprono realtà: la fame quotidiana nel Dialogo facetissimo di Ruzante

Autores/as

  • Nora Sforza UBA

Palabras clave:

Ruzante - Rinascimento - commedia - fantasia – fame

Resumen

Composto intorno al 1528, il Dialogo facetissimo di Angelo Beolco, in arte Ruzante (Padova, 1502? – ivi, 1542) riprende ancora una volta il tema della fame cui erano allora fatalmente condannati molti dei contadini che abitavano il contado padovano. Se la fame costituiva uno dei volti più tragici della “solarità” rinascimentale, questo testo ruzanteo ci si presenta come una sorte di manuale di sopravvivenza, raggiunta soltanto nel piano della fantasia. In parole di Tzevan Todorov (2006: 24) “in un mondo che è quello nostro, quello che conosciamo, senza diavoli, silfidi né vampiri, si produce un avvenimento che non può spiegarsi per mezzo delle leggi di quell’universo familiare”, e sarà proprio a partire da questi avvenimenti fantastici che tanti individui assillati dalla fame e la miseria più spaventose riusciranno, se non a vivere, almeno a sopravvivere.L’obiettivo del nostro lavoro sarà quello di descrivere il modo in cui Ruzante include aspetti fantastici nella sua narrazione con cui consentire ai suoi protagonisti di evadere dalla realtà quotidiana.

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Publicado

2019-09-05

Cómo citar

Sforza, N. (2019). Fantasie che coprono realtà: la fame quotidiana nel Dialogo facetissimo di Ruzante. Gramma , (7). Recuperado a partir de http://p3.usal.edu.ar/index.php/gramma/article/view/4747